0

Bolivia

Lingua/Idioma: Spagnolo

PAESI Bolivia Introduzione

Introduzione

 

 

 

 

Superficie 1.098.581 Km²
Popolazione 10.2 Milioni
Densità di popolazione 9.2 ab/km2
Lingua ufficiale Spagnolo, Quechua, Aymará
Religione Cattolica 89%
Capitale Sucre (costituzionale)La Paz (amministrativa)
Forma istituzionale Repubblica Presidenziale
Relazioni internazionali Membro di OEA, ONU, CAN e ALBA; Associato a MERCOSUR
Unità Monetaria Boliviano (BOB) (1 Euro = 9.1 BOB)

COOPERAZIONE ITALIANA IN BOLIVIA

La Cooperazione Italiana in Bolivia, fu avviata formalmente nel 1986 con la firma dell’Accordo di cooperazione tecnica fra il Governo italiano e quello boliviano, che prevede una serie di programmi di sostegno alle politiche di riduzione della povertà. I settori privilegiati, in coerenza con le priorità del Paese nelle ultime due decadi, sono i seguenti: trasporti, risorse idriche, salute, agricoltura, sicurezza alimentare, sviluppo rurale, sviluppo sostenibile, infanzia, turismo responsabile, aiuto in situazioni di emergenza, ambiente. Le tipologie d’intervento comprendono la cooperazione bilaterale diretta (credito d’aiuto e dono), quella bilaterale indiretta (ONG), la cooperazione multilaterale e multi – bilaterale (attraverso trust fund alle agenzie delle Nazioni Unite o a Banche Regionali), la cooperazione decentrata e gli interventi di emergenza. Di grande importanza è stato l’Accordo di cancellazione del debito (per circa 72 milioni di Euro nel quadro della campagna Beyond HIPC[1]), firmato nel giugno del 2002 ed in vigore sino al 2017. I fondi liberati, i quali, in base al Memorandum d’Intesa, devono essere impiegati in settori ed

 


[1] L’iniziativa Heavily Indebted poor Countries (HIPC – nazioni povere pesantemente indebitate), ha lo scopo di aiutare i Paesi più poveri del mondo portando il loro debito pubblico ad un livello sostenibile, sotto la condizione che i loro governi dimostrino di raggiungere determinati livelli di efficienza nella lotta alla povertà. Il programma fu iniziato nel 1996, congiuntamente dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale. Fu oggetto di revisione e riforma nel 1999, dando vita alla campagna Beyond HIPC (Oltre HIPC).

Extensa (iniziativa a favore della lotta alla mortalità materno-infantile) ed IPR (incentivo alla permanenza nelle aree rurali).

L’attuale strategia dell’aiuto italiano riflette le priorità identificate dal Governo Boliviano, incidendo su settori centrali nella strategia nazionale di sviluppo e lavorando in stretto coordinamento con le piattaforme dei donatori attive nel Paese. In questo senso, si segnala la partecipazione dell’Italia – uno dei principali promotori delle istanze di coordinamento dei donatori in Bolivia – agli incontri del gruppo donatori (GRUS), spazio concepito per migliorare il coordinamento e lo scambio di informazioni tra gli attori della cooperazione internazionale e, altresì, per promuovere sinergie e facilitare il dialogo con le istituzioni governative. I tavoli di dialogo si sviluppano su temi quali salute, educazione e sviluppo integrale. Pur non essendoci un sistema operativo definito di valutazione reciproca, gli incontri regolari e la discussione partecipata consentono ai vari stakeholder di monitorare gli interventi in corso nel Paese e di promuovere strategie di intervento coordinate e concertate che possano migliorarne l’impatto. Il GRUS è composto, inoltre, da sottocommissioni tematiche, come il sub-gruppo sulla gestione delle risorse idriche (GRAS) e quello di recente costituzione inerente alla cooperazione non governativa, che attualmente opera grazie alla partecipazione di Italia, Spagna, Belgio e Canada. Nell’ambito del GRAS, parimenti, il nostro Paese ha promosso la partecipazione delle Ong italiane che lavorano nel settore, affinché potessero presentare e condividere strategie e metodologie con gli altri donatori. Parallelamente, l’Italia partecipa ai tavoli di concertazione con i Paesi membri dell’UE, quali il gruppo sui diritti umani, finalizzato ad approfondire l’analisi del sistema di protezione nel Paese e ad un confronto di esperienze tra i vari attori coinvolti.

Per ciò che concerne le Ong italiane, presenti in tutto il Paese, si segnala come queste siano soggetti centrali nel quadro delle attività della Cooperazione Italiana in Bolivia, in particolare per la loro prossimità alla società civile. Un altro elemento di spicco è l’esistenza di un foro di coordinamento delle Ong italiane (COIBO), esperienza unica nel suo genere fatta eccezione per il caso spagnolo, sorta negli anni ’90 con l’obiettivo di facilitare il dialogo tra le Ong e l’Ufficio Regionale della Cooperazione Italiana (UTL La Paz), risolvere problemi di tipo organizzativo-amministrativo e promuovere l’adozione di strategie progettuali condivise, con lo scopo di presentare alle istanze governative pacchetti d’intervento settoriali, articolati e modulati secondo i Piani di Sviluppo Nazionali.

Nell’ultimo lustro la Cooperazione Italiana, oltre a continuare la tradizionale e consolidata collaborazione con le diverse agenzie del Sistema delle Nazioni Unite, ha iniziato un percorso di programmazione sul medio periodo con due grandi istituti finanziari regionali, la Inter-American Development Bank (IADB) e la Banca di Sviluppo dell’America Latina (CAF), per l’attivazione, esecuzione e supervisione di progetti in tutto il Paese.


ll quadro europeo è un riferimento essenziale per la Cooperazione italiana e l’Italia partecipa attivamente alla definizione della politica europea di sviluppo. Circa la metà dell’APS italiano è destinato, infatti, alle attività di cooperazione realizzate dall’Unione Europea: in tal modo, il nostro Paese si colloca tra i primi contribuenti sia in termini di partecipazione al bilancio UE in materia di cooperazione, che come quota parte versata al Fondo Europeo di Sviluppo (FES). Nell’ottica di accrescere l’efficacia dell’aiuto e nell’ambito della Dichiarazione di Parigi sull’Armonizzazione e Divisione del lavoro (2009), l’Italia partecipa al Codice di Condotta UE di divisione del lavoro e all’elaborazione del documento “European Coordinated Response for Bolivia”, punto di partenza per un esercizio programmatico che porterà alla cosiddetta ‘cooperazione delegata’ della UE, laddove l’Italia sta completando la propria procedura di accreditamento. Per assicurare sinergia e coerenza tra programmi comunitari e programmi bilaterali di cooperazione degli Stati membri, la Cooperazione Italiana pone inoltre attenzione al coordinamento in loco nei Pvs.

La strategia della Cooperazione Italiana in Bolivia, plasmata nella programmazione triennale 2012-2014, tiene dunque in considerazione tanto le indicazioni e gli obiettivi fissati in sede europea, quanto le priorità segnalate dal Governo Boliviano nel proprio Piano Nazionale di Sviluppo attualmente in fase di definizione. I settori di intervento per il prossimo triennio, pertanto, sono i seguenti:

 

  1. Appoggio e sviluppo della salute pubblica e delle reti di protezione sociale, attraverso il rafforzamento delle strutture sanitarie, la formazione di risorse umane e la promozione di un approccio interculturale della salute materno-infantile, senza tralasciare un importante componente di assistenza tecnica al locale Ministero della Sanità nel quadro del processo di riforma legislativa del settore.
  2. Difesa dei diritti umani e sviluppo di una cultura della non violenza, con particolare attenzione alla protezione dell’infanzia e dell’adolescenza in contesti di emarginazione.
  3. Appoggio nell’amministrazione delle risorse naturali e nella pianificazione territoriale, attraverso la conservazione della biodiversità e lo sviluppo di schemi di agricoltura sostenibile.
  4. Contribuire al rafforzamento delle infrastrutture, rispettando l’ambiente e promuovendo una gestione razionale delle risorse idriche.
  5. Programmi di emergenza in zone colpite da disastri naturali. Appoggio alla riattivazione produttivo-economica, assistenza tecnica e tecnologica al Servizio Nazionale di Meteorologia e Idrologia (SENAMHI) per il monitoraggio dei parametri idro-metereorologici e l’elaborazione di previsioni climatiche, la realizzazione di sistemi di allerta meteorologica precoce (early warning) e sistemi di gestione del rischio disastri nel settore agricolo.
  6. Sviluppo di opportunità economiche, rafforzamento delle PMI e delle associazioni di base con finalità produttive in aree rurali.
  7. Protezione e promozione del patrimonio culturale tangibile boliviano; promozione e valorizzazione del patrimonio culturale intangibile boliviano e promozione di attività culturali e artistiche all’avanguardia per lo sviluppo locale. Ulteriori linee lavorative saranno quelle afferenti la promozione turistica nel mercato nazionale e internazionale, la creazione di nuovi poli culturali nel Paese, l’assistenza tecnica per la formulazione di politiche culturali a livello municipale, regionale e nazionale e, infine, la creazione di nuovi circuiti turistici tesi al raggiungimento dello sviluppo locale sostenibile.

 

Leave a reply